Il peperone piccante, o peperoncino, appartiene al genere Capsicum, della famiglia delle Solanacee. Le specie più diffuse fanno riferimento al Capsicum annum, ma ne esistono altre, attribuibili al C. frutescens, C. chinense, C. pubescens, C. baccatum, etc.

Le varietà sono numerosissime (oltre 1600, di cui oltre 400 coltivate a scopi commerciali), grazie alla notevole variabilità genetica, che permette di creare molte nuove forme.
La zona di origine risiede nell'America centro-meridionale, probabilmente sugli altopiani della Bolivia, e pare fosse coltivato già all'epoca del paleolitico. La sua introduzione nei paesi del mediterraneo risale all'epoca di Cristoforo Colombo, il quale era alla ricerca del pepe nero delle Indie e si imbatté in questi frutti sconosciuti, che vennero descritti con entusiasmo sul diario di bordo.
Tra i maggiori Paesi produttori ricordiamo l'India (maggior produttore al mondo con 800.000 tonnellate), gli Stati Uniti, il Messico, la Cina e il Pakistan. In Europa, famosa è la paprika prodotta in Ungheria, mentre in Italia trova il suo habitat elettivo nel meridione, dove esistono molte selezioni locali, con i nomi più svariati (diavulicchiu o peparussi uschiante, mericanill, cerasella, pipazzu etc...).
In Italia esiste un'Associazione senza fini di lucro, denominata Accademia Italiana del Peperoncino Onlus, che conta oltre 3000 soci e numerose sedi periferiche, situate in diverse regioni d'Italia e all'estero.
La piccantezza
La piccantezza può essere misurata secondo la scala di Scoville che, partendo dal valore di 0 per il peperone dolce, arriva a quello di 300.000 per la varietà Habanero, coltivata nello Yucatan (Messico). Il sapore di piccante (che è diverso da quelli di dolce, acido, amaro e salato) è dato principalmente dalla capsaicina, che è un alcaloide considerato un tonico del sistema nervoso, un vasodilatatore ed uno stimolante dell'apparato digerente (nelle giuste dosi!!!).
Inoltre, il peperoncino contiene rilevanti quantità di vitamina C, ma anche altre vitamine quali la A, la E, la K e la PP, nonché sali minerali, lecitina e vari alcaloidi. E' anche considerato un afrodisiaco, sebbene la scienza ufficiale non abbia ancora avallato questa ipotesi. In cucina trova largo uso come aromatizzante, nelle forme più svariate (polveri, salse, oli, etc...), soprattutto in numerosi piatti dell'Italia meridionale, ma anche ad esempio negli universali spaghetti aglio, olio e peperoncino; è inoltre uno degli ingredienti principali della famosa ricetta del cocktail Bloody Mary.
La coltivazione
La coltivazione è molto semplice, purché si disponga di luce e calore e sufficiente acqua. La semina, nel Nord Italia, può essere effettuata in semenzaio in ambiente protetto, da febbraio a marzo; in zone più calde può non essere necessaria la protezione.
Il trapianto va effettuato una volta terminato il pericolo di gelate, generalmente da aprile-da maggio in poi, a circa 2 mesi dalla semina. In pieno campo sarà sufficiente una normale fertilizzazione per piante da orto (meglio se arricchita di sostanza organica), con un terreno lavorato più o meno profondamente a seconda della struttura. Le piante, a seconda della varietà, potranno essere disposte da 20 a 50 cm sulla fila e da 50 a 150 cm fra le file.
In vaso, da 10 a 30 cm di diametro, sempre a seconda della varietà, sarà opportuno integrare la concimazione iniziale con appositi concimi (meglio se di buona solubilità), in grado di fornire soprattutto azoto e potassio, ma anche per controbilanciare eventuali eccessi di calcare.
I concimi liquidi da diluire (meglio se nella formulazione per piante orticole) rappresentano una soluzione molto pratica. Le irrigazioni, necessarie soprattutto in vaso, vanno regolate al fine di mantenere la terra costantemente umida. Occorre ovviamente eliminare le infestanti, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo, e potrà essere opportuno sorreggere con fili o tutori le varietà più vigorose.
IMPORTANTE: nessuna varietà coltivata resiste al gelo. Per conservare le piante per più anni nelle zone fredde, è opportuno coltivarle in vasi, da porre al riparo in ambiente luminoso prima delle gelate. Le irrigazioni saranno da regolare in funzione della temperatura. Alla ripresa vegetativa sarà opportuno potare la pianta, per darle adeguata forma e giusto sviluppo, ed eventualmente rinvasarla in un vaso più grande.
La pianta ornamentale
L'uso delle piante e dei frutti (che sono botanicamente denominate bacche) può essere il più svariato, a seconda delle varietà. Oltre al consumo diretto dei frutti (più o meno piccanti, di vari sapori e forme), possono essere scelte le varietà più idonee per l'essiccamento o la preparazione di conserve.
Le piante ed i frutti possono avere anche un uso ornamentale, soprattutto in certe varietà appositamente selezionate. Esistono infatti strutture della pianta che permettono di scegliere fra le varietà più indicate per la coltivazione in vaso o in piena terra, per la realizzazione di aiuole, bordure, giardini, etc., a seconda della vigorìa, portamento, precocità e durata della pianta.
In determinate varietà, le branche possono essere recise ed utilizzate fresche od essiccate, a scopo ornamentale, da sole o in composizioni con altri rami di frutti o fiori.
I frutti variano anch'essi notevolmente per dimensione, forma, portamento, colore, grado di piccantezza, con la possibilità di scegliere fra tipologie di colore diverso a maturazione (giallo, rosso, arancione, etc.) e variazioni di colore sulla stessa pianta durante la maturazione (viola, blu scuro, verde, giallo, etc.).
Per ulteriori informazioni e per l'acquisto e prenotazioni di piantine, piante in vaso, piante da essiccare e frutti, ci si può rivolgere all'Azienda Agraria Sperimentale Stuard, Strada Madonna dell'Aiuto, 7/A, S.Pancrazio (PR) - tel.: 0521 671569; fax: 0521 672657; E-mail: dadomo@stuard.it