Autore: Cristina Piazza
Le varietà che soddisfano le esigenze dell'agricoltura tradizionale non sempre sono in grado di far ottenere produzioni quantitativamente e qualitativamente soddisfacenti in biologico, dove l'agricoltore ha bisogno di adottare quasi sempre tecniche di tipo agronomico o preventive per portare a termine con successo le coltivazioni. E' importante quindi poter utilizzare varietà, vecchie o di nuova costituzione, che siano produttive, ma soprattutto con elevate caratteristiche qualitative, di rusticità, capacità di competizione con le erbe infestanti, resistenza o tolleranza alle principali fitopatie.
Obiettivi:
- Individuare le varietà che meglio si adattano alla coltivazione secondo le disposizioni del Reg. CEE 834/07 adottando tecniche colturali sostenibili nel tempo.
A tal fine sono stati presi in considerazione:
- Comportamento agronomico (in particolare la sensibilità ai patogeni)
- Rendimento produttivo
- Caratteristiche qualitative
- Predisporre o aggiornare delle Liste di Orientamento varietale per il biologico.
Tali liste potranno avere anche la funzione di stimolo per le ditte sementiere che hanno fatto la scelta, in modo parziale o totale, di convertire al metodo di produzione biologico la propria attività di moltiplicazione e selezione delle sementi. L’attività prevedeva la realizzazione di prove di confronto varietale su mais e pomodoro da industria, inserite in rotazioni colturali biologiche.