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Bollettino di produzione integrata e biologica n. 37 del 16 settembre 2011
Senza rotazione, agricoltura senza futuro

PREVISIONI DEL TEMPO DAL 17 AL 22 SETTEMBRE 2011.

SABATO 17: cielo poco nuvoloso con intensificazione della nuvolosità nel pomeriggio soprattutto sui rilievi. Temperature minime e massime in lieve aumento.

DOMENICA 18: cielo nuvoloso con addensamenti e temporali di moderata-forte intensità più probabili in Appennino e lungo il Po. Temperature minime stazionarie, massime in flessione.

TENDENZA DEL TEMPO DA LUNEDI’ 19 A GIOVEDI’ 22 SETTEMBRE 2011: ancora tempo perturbato nella giornata di lunedì. Progressivo miglioramento da martedì con rimonta dell’alta pressione e aumento delle temperature.

LA ROTAZIONE COLTURALE
 
 Il corretto avvicendamento delle coltivazioni è la scelta agronomica più importante per garantire il mantenimento della fertilità del terreno ed il raggiungimento di produzioni quantitativamente e qualitativamente soddisfacenti.
Dal punto di vista agronomico, è indubbio che alcune colture lasciano una fertilità residua che può essere positivamente utilizzata da altre più esigenti. Tra le prime ricordiamo le colture foraggere leguminose che, attraverso la simbiosi, fissano l’azoto dall’atmosfera e migliorano il terreno sia come fertilità che come struttura fisica. In successione al prato traggono benefici sia le colture da rinnovo che i cereali.
Le rotazioni strette sono sempre negative perché i terreni si “stancano” perdendo fertilità e perché si accumulano sostanze prodotte dall’apparato radicale che risultano tossiche per la stessa specie. Ad esempio, nei disciplinari di produzione integrata il ristoppio del pomodoro è permesso un anno, ma poi devono seguire tre anni con coltivazioni diverse non solanacee. Prima di impostare l’avvicendamento colturale ed il piano di fertilizzazione è sempre utile verificare le caratteristiche chimico-fisiche del terreno mediante specifiche analisi.
Dal punto di vista fitoiatrico, la monocoltura o le rotazioni strette creano problemi sia per il diserbo che per la difesa. Infatti, le infestanti si selezionano e diventano meno sensibili quando si utilizzano sempre gli stessi erbicidi. Con una buona rotazione, il controllo delle malerbe diventa più agevole perché si amplia la possibilità di intervenire e la disponibilità di molecole diverse. Ad esempio alcune malerbe perennanti si controllano solo intervenendo su frumento e sulle stoppie.
Anche i parassiti animali e vegetali trovano le condizioni ottimali per riprodursi e crescere quando si attua il ristoppio o una rotazione stretta poiché spesso le popolazioni e gli organi svernanti si conservano nel terreno e sui residui colturali. Ricordiamo la Diabrotica del mais e numerosi insetti del terreno, il mal del piede e tante altre malattie fungine e batteriche. Il terreno è un sistema dinamico che si rinnova continuamente grazie alla enorme massa di microfauna e microflora che vive al suo interno per cui solo i terreni rispettati, non sfruttati, ben lavorati, avvicendati e concimati possono garantire un futuro per la loro coltivazione.

 

Redatto dalla Provincia di Parma – Az. Agr. Sper. Stuard - con la collaborazione di: Associazioni dei Produttori, ARPA-SIM e SPAA di Parma. Coordinamento a cura del Consorzio Fitosanitario Provinciale.

 Progetto: ”Servizi di supporto per l’applicazione dei disciplinari di produzione integrata  e delle norme di produzione biologica nell’ambito del P.S.R. 2007-2013 – Misura 214, azioni 1 e 2”. – Mis. 511Attività No.2.2.1 – Riunione Coordinamento provinciale: predisposizione bollettini provinciali per la corretta applicazione Az. 1 e 2 della Mis 214.

 


data di creazione: 17/09/2011
data di modifica: 03/11/2011
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Bollettino produzione integrata e biologica n. 37 del 16 settembre 2011


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